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L'innovazione firmata ISA

Per conoscere il futuro del gelato artigianale, il suo modo di essere esposto e proposto, occorre guardare alle proposte di ISA, l’azienda umbra che da sempre coniuga il concetto di innovazione con quello della funzionalità.

La ISA di Bastia Umbra, che da oltre 40 anni interpreta le tendenze nel settore della refrigerazione professionale e degli arredamenti per gelateria e pasticceria, ha scelto Milano, ed in particolare la rassegna Host, per presentare la nuova linea di prodotti 2006, che vengono ora proposti ai professionisti del settore in occasione del Sigep di Rimini.

Così come è stato negli ultimi anni per le vetrine “Click” e “GelatoShow” (solo per ricordare i successi più recenti nel settore della gelateria, ma se dovessimo ripercorrere la storia delle idee vincenti di questa azienda, chissà quante pagine dovremmo dedicarle!), ancora una volta ha fatto centro con tre progetti che hanno suscitato un grande interesse negli operatori. Progetti ai quali il termine “innovativi” va decisamente stretto, anche perché a firmarli sono tre designer di fama internazionale: Claudio Silvestrin, Isao Hosoe e Simone Micheli.

La punta di diamante: i Ghiacci
C’è sempre, inevitabilmente, in un pur grande stand con numerose idee, un oggetto che più di altri richiama l’attenzione, la curiosità, l’interesse dei visitatori. a Milano come a Rimini, sia Longarone, questo “oggetto”, punta di diamante delle proposte ISA è il progetto “I Ghiacci” firmato dall’architetto Claudio Silvestrin. Una coraggiosa scelta d’avanguardia volta ad emozionare, ed impressionare il fruitore che si vede proiettato in una dimensione futuristica, onirica, lontana dagli stereotipi classici.

In occasione della presentazione alla stampa, l’Amministratore Delegato di ISA, Carlo Giulietti, nell’esprimere la propria soddisfazione ha detto che questo progetto è “ancora più innovativo delle attese: abbiamo lasciato l’architetto esprimersi senza condizionamenti o linee guida e siamo pienamente soddisfatti del risultato. Il rapporto tra Claudio Silvestrin e ISA è stata una collaborazione di piena soddisfazione da ambo le parti e mai le esigenze estetiche e quelle tecniche hanno dovuto cedere le une rispetto alle altre”.

Lo stesso Silvestrin ha confermato che “mai l’azienda ha richiesto di modificare le forme e le linee per le difficoltà tecniche di realizzazione ma sempre con fermissima professionalità, grande esperienza e dedita passione si sono trovate le soluzioni”.

E’ nato così il progetto “I Ghiacci”, capace di arredare e caratterizzare da solo e con decisa personalità lo spazio e lo stile del locale. Le linee morbide ed avvolgenti, l’aerea e magmatica superficie evocano subito un’idea di fluidità nell’avventore.
Ghiaccio sì ma bollente è il paradosso per questo progetto che si distingue per la continuità delle linee che si direbbero addirittura femminili, che scaldano il cuore nella pausa di fronte al banco.

In questo arredo c’è tutta la forza degli elementi, in particolare dell’acqua che scorre fluida come le  linee del banco e delle vetrine senza interruzione e che dà origine ai Ghiacci.
Il design si contraddistingue per una chiara vocazione “futurista” che nell’idea del creatore stesso “sarebbe adatta anche ad una navicella spaziale”. Il format dell’arredo è proposto in due versioni che possono essere personalizzate negli allestimenti e nel colore ricorda e reinterpreta le atmosfere spaziali di Star Treck creando una inimitabile atmosfera dello spazio pubblico.

Il progetto è un connubio perfetto tra innovazione delle soluzioni tecniche e dei materiali e la forma; lo sviluppo del progetto infatti è andato di pari passo con la ricerca dei materiali e come non è possibile rispondere al quesito se sia nato prima l’uovo o la gallina, allo stesso modo è impossibile definire se sia la forma ad aver richiesto alcuni materiali o se i materiali abbiano condizionato la forma ma senza mai perdere di vista la funzionalità.
“I Ghiacci” utilizza componenti della linea Show che garantiscono una visibilità totale a 360° del prodotto esposto, non semplici vetrine ma materiali tecnologicamente all’avanguardia per la refrigerazione e l’esposizione.
Il “Food appeal” è infatti garantito dall’esposizione con angolazione ottimale che favorisce la visibilità e conseguentemente il business. L’area tecnica, tutta in acciaio e ad incasso, offre igiene e facilità di pulizia.

Frame, Tam Tam, Mediterraneo
Benché ancora stupiti dal richiamo del progetto I Ghiacci firmato da Claudio Silvestrin, non vogliamo perdere l’occasione per ricordare che nelle proposte 2006 di ISA si contemplano anche altri progetti di indubbio interesse. Tra questi, una citazione è per “Frame”, una collezione d’arredamento progettata dall’architetto Simone Micheli che ha realizzato, come dice lui stesso, “un insieme contenutistico e formale che fosse in grado di celebrare i prodotti come gemme preziose”. Ed infatti Frame ha la grande capacità di esaltare il prodotto esposto. Anzi, di più: offre all’operatore la possibilità di personalizzare le scelte di luce. Frame dunque non è un progetto “statico”, ma estremamente dinamico e flessibile, una collezione in grado di adeguarsi alle molteplici richieste di ogni operatore, utilizzando la luce per dare agli spazi scenari mutevoli in relazione ai diversi momenti d’uso.

Anche Tam Tam (in questo caso il designer viene dall’estremo oriente, è il designer Isao Hosoe) interpreta il locale pubblico di oggi, fatto di “attori” e “momenti” diversi: i clienti, l’esercente, i prodotti esposti da una parte, ed i momenti della giornata, durante i quali, a seconda delle diverse richieste, gli spazi devono adeguarsi con il frenetico ritmo di oggi.
Spazi che sono costituiti, appunto, da Tam Tam, versione moderna che evoca una strumento ancestrale, il tamburo che segna il ritmo, un elemento che non è solo arredo, ma interviene nel ritmo della giornata: è sufficiente ruotare i componenti per realizzare configurazioni inedite e nuove modalità di interazione.
Con Tam Tam l’accessibilità ai prodotti è ancora migliore e la comunicazione con i clienti, anche nei momenti di maggiore affollamento, non è mai penalizzata ed evita inutili perdite di tempo.

Oltre ai citati nuovi progetti, ISA ha riproposto ancora la collezione “Mediterraneo” firmata da Gae Aulenti, che ha riscosso una indiscussa ammirazione per l’eleganza del design.

Con un ardito parallelo con il mondo dell’auto che ai saloni internazionali presenta le Concept car, ISA ha presentato ad Host tre Concept bar che, a differenza di molti progetti arditi ma poco fruibili, entreranno in catalogo e in produzione nei prossimi mesi.


Bruno Arosio - Rivista Gelato Artigianale

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